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Mi chiamo Mauro Alciati.
Lei Silvia, l’ho conosciuta una sera in un locale a Torino.

“Scusa… Posso?” Domandai indicando la sedia a cui era appoggiata una stampella.
“Certo!” Esclamò Silvia, afferrandola e avvicinandola a sé.
“Grazie.” Dissi, prendendo posto accanto a lei.
Silvia è ciò che il termine tecnico, deciso a tavolino dalla società moderna, definisce una persona “diversamente abile”, lo è fin dalla nascita.
Parlammo tutta la sera.
Il tempo volò ad una velocità impressionante e quando, a fine serata, giunse il momento di uscire dal locale, le chiesi, quasi istintivamente, di andare via insieme.
Notai quanta fatica fece per alzarsi: "Aspetta Silvia. Ti do una mano io." dissi.
Appena prima di avvicinarmi a lei, mi resi conto che attraversare il locale pieno di gente per lei era sicuramente un problema. La sollevai da terra e la tenni in braccio fino a quando non arrivammo in macchina. Fu così che iniziò l'amicizia con Silvia.
Imparai con il tempo a comprendere le sue difficoltà giornaliere, alcune amplificate dalle “barriere architettoniche” ed anche che lei è una di quelle persone che non può contare completamente sul proprio corpo, quotidianamente costretta a “dipendere”, in qualche modo, da qualcuno o qualcosa.

Iniziai a familiarizzare con il termine “accompagnatore”…Erano già trascorsi diversi mesi quando decidemmo di intraprendere un viaggio insieme. Viaggiare è la passione di entrambi, partimmo per la Toscana.
Proprio in quei giorni capii l’arduo compito dell’accompagnatore!!! A Firenze girammo la città per 7 ore circa, il giorno dopo a Siena siamo stati in giro 4 ore.
Spingere Silvia nella carrozzina per tutto quel tempo mi mise fisicamente a dura prova.
......quando hai finito le forze… hai finito le forze!!!

Fu allora che mi resi conto della necessità di trovare un’alternativa alla classica carrozzina con un prezzo ragionevole. Nacque così l’Aivlis Way, una seduta che funge da applicazione integrativa che, abbinata a qualsiasi classico personal transporter, offre al disabile la possibilità di usufruire da seduto, di una libertà di movimento a 360°, semplice, efficace ed immediata.
Silvia finalmente inizia a vivere in maniera diversa la sua quotidianità.
Da quel giorno in poi, è stata una sfida continua… Nasce lo Space WAY, con il quale Silvia è riuscita a passeggiare sul bagnasciuga.
A gennaio 2015, con Compact Way Silvia è riuscita a concretizzare un altro desiderio che con la carrozzina non aveva mai potuto realizzare… visitare San Marino, con le sue salite e le sue discese ripide…!!!
Adesso il nostro desiderio è quello di condividere con tutte le persone diversamente abili, in grado di utilizzare un personal transporter, la libertà di movimento semplice, efficace e immediata che Silvia ha già scoperto.

E la storia continua…